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L'altopiano Ibleo
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- Pubblicato Giovedì, 16 Febbraio 2012 15:27
- Scritto da Michele
L'altopiano ibleo
Una montagna di odori, sapori, siti archeologici e tradizioni.
L’altopiano degli Iblei, che ricade nel territorio della provincia di Ragusa e Siracusa, è fonte di continue sorprese: segni di pietre ed acque, panorami mozzafiato in una natura pressoché incontaminata. È un fiorire di pietre e preziose cittadine.L’area iblea è meta ideale per tutti coloro che vogliono immergersi nella natura, desiderosi di conoscere o semplicemente riscoprire i saperi ed i sapori di un tempo che, in queste zone, sembra essersi fermato.
Alcuni comuni sono stati inseriti nella World Heritage List dell’Unesco. Nel loro territorio, infatti, ricade Pantalica e Cava Ispica, necropoli preistorica in un sito in parte ancora misterioso: ben cinquemila tombe a grotticella si aprono sulle pareti scoscese del canyon solcato dal fiume Anapo come un alveare. Lì, sulle tracce dei Siculi, è possibile percorrere sentieri tra rocce, luci e una rigogliosa vegetazione. Affascinante è anche percorrere le strade che collegano le località iblee, in auto o in bicicletta o comunque con un mezzo proprio. In qualsiasi stagione si resta catturati dalle varie sfaccettature, non solo geografiche ma anche architettoniche, culturali ed antropologiche.
I nostri comuni sono dei veri balconi naturali, e tra scale, cortili e viuzze ci si perde in esemplari di architettura barocca locale di raffinata eleganza e maestrìa. Il bianco e tenero calcare delle rocce locali, infatti, è una caratteristica comune del Barocco ibleo. Un’area sconvolta, quasi rasa al suolo, dal sisma del 1693.
Anche i piccoli centri di Ispica, Scicli racchiudono suggestivi gioielli di architettura settecentesca. Qui, come negli altri piccoli borghi dell’altipiano, i nomi dei luoghi di culto riecheggiano quelli dei santi, talmente venerati che sono un punto di forza di questo territorio. Le feste religiose, i vari presepi viventi e le sagre contadine sono un trionfo di luci, colori, profumi e tradizioni.
Raggiungere Ispica è come entrare in un vero paese-museo; in interi quartieri del centro si susseguono interessanti percorsi tematici che raccontano dal vivo la storia del mondo rurale.
Ma l’altopiano interno del ragusano è anche testimonianza elegante delle origini greche della Sicilia. A poca distanza si apre, sullo scenario della valle degli Iblei, uno dei più piccoli teatri del mondo greco d’Occidente. Una delle tante tracce della cultura greca nell’entroterra ragusano. I misteriosi culti legati alla dea madre, attraverso le sculture rupestri, ne attestano il forte attaccamento alla terra tipico di queste zone. Uno dei più importanti antropologi siciliani ha raccolto una collezione capace di raccontarsi e di raccontare i Siciliani in modo superbo. La cultura del teatro popolare vive sotto forma di rappresentazione teatrale dialettale per non essere dimenticata. L’area iblea offre anche esempi di architettura Liberty
Tutti i centri iblei del ragusano sono depositari di una tradizione agricola e culinaria biologica ante litteram. Senza seguire le mode, infatti, la gastronomia ragusana si è sempre basata sui prodotti di produzione locale e, sia nei centri urbani che nelle campagne, è possibile gustare pietanze genuine; la ricotta calda, il miele dorato, l’olio d.o.p., la salsiccia al finoccchietto dell’area rendono la cucina casareccia iblea davvero irresistibile. E la pasticceria, tra specialità alla mandorla, al pistacchio o all’arancia, o tra torroni e cotognate, rende il ricordo della visita di questi luoghi ancora più “dolce”.














